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Giardini di agrumi a Sanremo

C’è una Sanremo fatta di giardini di agrumi, specie autoctone e commerci internazionali, del profumo dei cedri, del giallo dei limoni che si stempera nell’arancio dei mandarini antichi. Una Sanremo che parla di storia e di colture oggi scomparse: un mondo, e un paesaggio, raccontati con perizia da Irma Beniamino nel suo ultimo libro Giardini di agrumi nel paesaggio di Sanremo. Coltura e varietà nei secoli XII-XIX.

Storica e paesaggista, Irma Beniamino aveva lavorato in passato sulle coltivazioni sanremesi insieme all’indimenticato Libereso Guglielmi. La ricerca sugli agrumi ha radici nella tesi di laurea e indaga un aspetto poco noto di queste colture, diffuse in Riviera sia per scopi commerciali e alimentari, sia per uso estetico. “Nel libro descrivo la coltivazione degli agrumi a Sanremo, ma anche la trasformazione del paesaggio – racconta – e poi le varietà, con la loro diffusione nei giardini storici italiani ed europei dall’epoca barocca in avanti”. La prima documentazione iconografica degli agrumi in città è databile a metà del ‘600, mentre per la parte varietale la prima citazione risale al XII secolo. “Da lì arriviamo fino ai primi del ‘900 – aggiunge la Beniamino – fino alla sparizione dal paesaggio e quasi anche dalla memoria. Eppure in territori limitrofi, come a Mentone, la memoria è rimasta più forte, sebbene non ci fosse la notorietà internazionale di Sanremo”.

La città dei fiori, in realtà, era in passato la città degli agrumi, con varietà che ne portavano il toponimo e ne avevano costruito la fama internazionale. Sanremo era infatti famosa per i cedri, considerati i migliori d’Italia e capaci di richiamare, fin dal Medioevo, la presenza di commercianti ebrei in arrivo da tutta Europa. E poi c’era il cosiddetto limone di Sanremo, documentato in decine di pubblicazioni e nelle collezioni delle orangerie dei più importanti giardini storici d’Europa. “Alcune varietà esistono ancora oggi – spiega l’autrice – ma sono limitate alle collezioni storiche, per esempio quelle medicee di Boboli a Firenze, oppure a un vivaismo di agrumi antichi molto specializzato”.

Alessandra Chiappori

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