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I giardini Hanbury

Ovunque nel territorio di Ventimiglia si notano i segni della presenza e dell’operato di sir Thomas Hanbury.

Una complessa personalità, doti umanitarie fuori dal comune, spirito d’avventura e amore profondo per la natura: un amore che si traspose poi al luogo e agli abitanti dove scelse di vivere, nei dintorni del parco di acclimatazione botanico da lui creato alla Mortola e alla cittadina di Ventimiglia.

Qui creò il mondo nei suoi giardini, un mondo fatto di piante arrivate dagli angoli più sperduti e lontani del globo. Vennero architetti ed esperti botanici, tutti di livello internazionale, fino al completamento del giardino, mentre ormai giungevano a visitarlo nobili e principi che seguirono l’esempio della mitica regina Vittoria che si era recata due volte accompagnata dalla figlia. Lo stile nobile inglese si iniziò a fondere con i profumi e i sapori liguri, e con gli aromi della macchia mediterranea che ispirò numerosi artisti.

Regnanti, imperatori e principi, da tutta Europa, l’ambasciatore in Inghilterra della Cina: tutti rimasero entusiasti da quel capolavoro naturale creato dalla mano dell’uomo.

La data dell’arrivo dei due fratelli inglesi, Thomas e Daniel, in Costa Azzurra è il 1897.  Rimarrà negli annali perché ha segnato la storia di un’epoca “targata” Thomas Hanbury. E le iniziali T H, intrecciate tra loro, sbalzate sulla pietra a testimoniare l’eternità di un progetto quasi divino, si riconoscono sulla Croce di Mortola.

Sul portale d’entrata dei giardini fece scolpire l’ideogramma F O che in cinese significa “felicità e lunga vita”. E anche ora rimane l’augurio per i numerosissimi visitatori che varcano ogni giorno il cancello del parco

[Donatella Lauria]

 

 

 

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