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L’affascinante collezione di Villa San Luca

La piccola Ospedaletti custodisce un tesoro nascosto ma dal carattere internazionale, spesso sconosciuto al grande pubblico. Si tratta di Villa san Luca, dimora del professore d’arte e collezionista Luigi Anton Laura e della moglie Renata Salesi, detta Nera, donata nel 2002 dai proprietari al FAI (Fondo Ambiente Italiano – Fondazione senza scopo di lucro che dal 1975 opera per la tutela del patrimonio artistico e paesaggistico italiano – www.fondoambiente.it) insieme alla sua preziosa collezione di arte decorativa, patrimonio unico ora fruibile a chiunque voglia visitarlo.

Tre piani di villa, che ospitano un accumulo curato e prestigioso di quasi seimila opere d’arte, testimonianza quanto mai estrosa e creativa di ben sessant’anni di ricerche per il mondo, studi, contrattazioni con mercanti d’antiquariato, anni di avventurosa vita e passione condivisi da Laura e dalla moglie, raffinati conoscitori d’arte e rappresentanti di un mondo fatto di volti noti dell’aristocrazia, ma anche di semplici condivisioni tra amici.

La raccolta di pezzi è caratterizzata non tanto da una specificità, quanto dalla ricchezza di storia, foggia, qualità di conservazione di ogni singolo pezzo raccolto per il mondo. Il fascino esotico di questa collezione è inestricabilmente legato alle figure del professore e della moglie. Studente di arte a Firenze e successivamente docente di storia dell’arte e disegno architettonico, Laura scopre il mondo del collezionismo di antiquariato pregiato, passione alla quale dedica una galleria inaugurata nella Sanremo inglese e aristocratica degli anni Cinquanta.

Immersi in questo mondo di meraviglie e di storie, avventure, personaggi, non è affatto strano immaginare un Italo Calvino affascinato e ispirato dai racconti che lo stesso Laura spesso gli faceva: è probabile che alcune atmosfere orientali de “Le città invisibili” abbiano preso vita proprio nelle stanze di Villa San Luca, gonfiate e incalzate dai ricordi dell’estroso e brillante narratore-collezionista.

[Alessandra Chiappori]

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