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La città romana di Albintimilium, nella moderna Ventimiglia al confine con la Francia.

Le ricerche condotte dall’Istituto Internazionale di Studi Liguri nell’area delle mura settentrionali della città romana, facente parte in origine della IX Regio Liguria d’età augustea, continuano la tradizione iniziata dal grande archeologo ligure Nino Lamboglia nel 1938 che proprio da qui rivoluzionò il modo di fare archeologia, applicando il metodo stratigrafico nello scavo di un sito di età classica.

Gli scavi pluriennali in concessione all’Istituto dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali e del Turismo tramite la Soprintendenza per i Beni Archeologici della Liguria, hanno permesso l’acquisizione di nuovi notevoli dati sulla storia e sull’organizzazione topografica di Albintimilium e di continuare l’importante scuola di formazione istituita a Ventimiglia nel 1948 dallo stesso Lamboglia, che ha formato intere generazioni di archeologici tra scavi e reperti.

Le indagini svolte in questi anni hanno consentito di riportare in vista una consistente parte della cinta muraria che delimitava a nord, in prossimità delle pendici di Collasgarba, l’antico centro urbano e di scoprire un sepolcreto tardo antico che, a partire dalla metà del V secolo d.C., si impostò in questa zona dopo il suo abbandono successivo alle prime incursioni barbariche.

Lo scavo di Albintimilium è una delle principali realtà archeologiche della Liguria che, con le sue mura, strade, le terme, il teatro, le insulae e le domus con pavimenti in mosaico e affreschi, costituisce una delle maggiori testimonianze del periodo romano nella nostra regione.

[Daniela Gandolfi]

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