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Giovanni Martini, il trombettiere di Apricale uomo di fiducia del generale Custer

L’unico sopravvissuto all’epica quanto sanguinosa battaglia di Little Bighorn tra il 7° Cavalleria dell’Esercito degli Stati Uniti comandato dal tenente generale Custer e gli indiani nativi d’America fu il trombettiere di Apricale Giovanni Martini da più fonti ritenuto braccio destro e uomo di fiducia del generale George Armstrong Custer.
La missiva che Custer affidò a Martini, salvandogli di fatto la vita, è custodita nel museo dell’Accademia militare di West Point nello Stato di New York.
Indiscrezioni lo descrivono come uno “spirito libero” a cui la vita famigliare stava stretta e che per questo lasciò Apricale, dove non fece più ritorno. In un primo tempo Giovanni partecipò, proprio come trombettiere, alla spedizione dei Mille di Giuseppe Garibaldi dove acquisì esperienza militare. In seguito raggiunse Glasgow in Scozia da dove salpò alla volta degli Stati Uniti a bordo della S.S. Tyrian. Un anno dopo si arruolò come “John Martin” nello Squadrone H del 7° Cavalleria sotto il comando di Custer e agli ordini diretti del capitano Benteen.
Tre anni dopo il massacro di Little Bigorn, Martini si risposò con l’irlandese Julia Higgins, da cui ebbe otto figli, il primo dei quali fu chiamato George in memoria del colonnello Custer.
Morì nel 1922, investito da un camion, e fu sepolto nel National cemetery di Cypress Hill. Sulla lapide c’è scritto “John Martin, sergente del 7° cavalleggeri degli Stati Uniti. Portò l’ultimo messaggio del generale Custer nella battaglia di Little Bighorn il 25 giugno nel 1876”. Un ligure che divenne eroe e patriota degli Stati Uniti d’America.

[Samirah Muran]

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