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Il sapore inglese del Bordighera Lawn Tennis Club

Ormai è storia. Non tutti sanno che quello che ora sorge nel centro di Bordighera fu il primo tennis club italiano, legato al colonialismo e all’Inghilterra.

Era il 1878 quando a Bordighera le partite di tennis si iniziarono a giocare sui primi campi situati in una centrale vicino ai Giardini Pubblici e la Chiesa Anglicana: zona scoperta dall’ inglese Wingfield che importò questo sport in una zona dal clima tra i più miti del Mediterraneo e diede inizio così alla storia del “Bordighera Lawn Tennis Club”. Dietro la Chiesa inglese sorge e cresce un luogo di ritrovo di atleti e non, in amichevole concorrenza con il Comitato Inglese presieduto dal vescovo di Londra e Gibilterra.

Gli incontri venivano disputati in primavera, nel momento in cui la Colonia Inglese stava per concludere il soggiorno stagionale nel mite inverno bordigotto. Era quello il momento in cui il Circolo di Bordighera si presentava come il più rinomato della Riviera.

E dietro i nobili applausi del Re di Svezia e delle Principesse di Savoia Mafalda e Giovanna, si affrontavano sui sedici campi “rossi” della “Città delle palme” giocatori dalla fama internazionale quali i grandi Tilden, Lacoste, Cochet, Hopman, nonché i nostri De Morpurgo, De Stefani e Vido. La tradizione continua tuttora.

E sempre in tema di tennis e di Inghilterra l’influenza della borghesia inglese in villeggiatura nella città delle palme fece decollare in Italia quella che fu la prima fabbrica italiana di racchette, la S.I.R.T.

Al capitano C. W. Murray, stufo di dover organizzare per corrispondenza a Londra i “ferri del mestiere”, venne in mente, un giorno, di far costruire sul posto l’occorrente per giocare a tennis e si rivolse alla rinomata ditta di Bordighera Nada & Billour che, oltre ai mobili, si dedicò, almeno in parte, alla realizzazione di racchette.

Nel giro di pochi anni, le racchette “Made in Bordighera”, con tanto di marchio inglese, conquistarono gli appassionati di tennis per le loro eccellenti caratteristiche.

La S.I.R.T. (Società Italiana Racchette Tennis) aveva acquisito l’esperienza necessaria nella lavorazione del legno.

[Donatella Lauria]

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