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La grande storia della fisica al Liceo Cassini di Sanremo

Non è una coincidenza che il Liceo Cassini di Sanremo sia intitolato allo scienziato e astronomo originario Perinaldo Gian Domenico Cassini, uno dei grandi nomi della scienza legati alla provincia di Imperia. Discreto e racchiuso tra le mura dell’antico liceo si nasconde infatti un tesoro scientifico che testimonia da vicino un passato interessante e poco conosciuto. Si tratta del cosiddetto Gabinetto di Fisica, scrigno di tesori antichi, recentemente restaurato e con ambizioni importanti, come quella di diventare un vero e proprio museo.

Il Liceo di Cassini, tra le scuole liguri di fondazione più antica, nacque agli inizi del 1800 a Nizza come liceo ginnasio sperimentale, avanguardia per l’epoca e polo d’eccellenza, e venne trasferito a Sanremo a seguito dell’annessione della Contea di Nizza alla Francia, come sancito dal trattato di Torino del 1860. La sua ambizione educativa spinge ad allestire un laboratorio scientifico attrezzato con le più moderne strutture e macchinari, testimonianza della grande attenzione alle scienze applicate diffusa tra la classe intellettuale dell’epoca. Il Gabinetto è fornito di strumenti onerosi, esteticamente pregiati e funzionali a tutti gli ambiti della fisica – dalla meccanica, allo studio della luce, del suono e dell’elettricità –ancora quasi tutti utilizzabili.

Le cronache di fine Ottocento annoverano tra gli utenti del Gabinetto anche Alfred Nobel, che durante il suo soggiorno a Sanremo ebbe l’opportunità di accedere agli strumenti per i suoi esperimenti.

Un capillare lavoro, finanziato dalla Regione Liguria e dalla Provincia di Imperia, e svolto all’interno del liceo dalla professoressa Matilde Taggiasco e dall’assistente tecnico Luigi Zunino, ha garantito l’identificazione, la catalogazione e il restauro di tutta la dotazione del Gabinetto di Fisica, che ora è esposta, anche grazie ad un intervento dei Rotary di Sanremo, in apposite teche all’ultimo piano della scuola, in attesa di nuovi fondi per poter essere sistematizzata in un vero e proprio museo aperto al pubblico.

Certo resta il valore non solo scientifico ma didattico di questa straordinaria collezione, che è attualmente fruibile dagli studenti del liceo.

[Alessandra Chiappori]

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